La storia di Saint Germain – La Presenza IO SONO di Saint Germain, canalizzata da Claíre Heartsong

Cobra - 02/10/2013 - Power of Creation

La storia dí Saínt Germain

 

 La Presenza IO SONO di Saint Germain

canalizzata da Claíre Heartsong

 

Nota. A beneficio dei presenti a questa riunione, Allison Heartsong (l’anima compagna di Claíre) rivolge domande di chiarificazione a Saint Germain

Così avvenne che venni sulla Terra, proprio come voi, perché ho amato tanto questo gioiello dei cieli che voi chiamate vostra Madre Terra. Ho amato questo gioiello dei mio petto, il processo che voi chiamate ascensione e il grande disegno dell’Uno Radioso, la Sorgente Padre/ Madre, che ha concepito tutto ciò di cui sono parte insieme a voi nella sua concezione. L’abbiamo osservata per lungo tempo. Abbiamo cullato i piccoli, richiamato l’attenzione, accarezzato e siamo scesi per toccare.

Infatti l’ascensione è vicina e cara al mio cuore. L’evoluzione di questo pianeta, di questo sistema solare, di questa galassia e dell’universo, in verità tutto ciò che è stato concepito dall’immenso vuoto di Dio Padre/Madre io lo amo con tutto il mio essere. E lo stesso fate voi, ed è per questo che siete qui. E ahímé, nel grande ciclo dei vostro tempo, alla conclusione di quello che potreste chiamare un altro Alto Rinascimento, c’è nuovamente il desiderio di una grande illuminazione della mente umana e l’instaurazione di una maggiore libertà.

Vi invito perciò a rilassarvi, a lasciarvi intrattenere e divertire e a concedervi i vostri dubbi e il vostro scetticismo in quanto essi sono meravigliosi; a tempo debito il vetro dello specchio sarà ripulito e voi conoscerete il vostro SE

Vi invito a portare qui tutto di voi, ogni parte di voi, così che io possa conversare più pienamente con i] mio SE. Voi siete il mio SE e io sono in profonda riverenza e meraviglia fissando il mio sguardo nello specchio di voi stessi per avere una conoscenza più piena di chi sono io. Onoro la vostra presenza, la bellezza che è esposta davanti a me. Voi siete i gioielli della mia corona.

In quei tempi, molto indietro nelle vostre cronache, quando ci fu una evoluzione dell’umanità allo scopo di conoscere la sua divinità, di non essere più così tanto controllata e sottoposta a schiavitù, io venni ancora una volta per essere una scintilla e presi su di me i grandiosi e meravigliosi drammi che si svolgevano nelle corti della Britannia e dell’Europa.

In effetti, mia madre fu la regina d’Inghilterra (1)  che simboleggiò la colonizzazione delle nazioni che era parte dei suo ricordo animico di “guerre stellarí”. E’ davvero costì, miei cari: la Regina Elisabetta era un grande personaggio dai capelli di fiamma, con un grande cuore, una grande mente, una grande visione e una grande conoscenza. Essa concepì quello che è io e mi mandò via presso alcuni suoi parenti, nella casa dei Bacon, dove diventai un membro dei casato dei cinghiale. (2)

A. H.: Ci stai dunque confermando che Francis Bacon (3) era figlio della Regina Elisabetta, la quale lo diede a una delle sue dame di compagnia (4) ?

Esattamente.

E così egli dívenne Francís Bacon?

Di certo un tipo rumoroso e tutt’altro che noioso. Procurai a me stesso i modi e i mezzi per impressionare i nobili e una capacità di linguaggio spiritoso e affascinante. Eppure sapete, miei amati, nel profondo della mia anima c’era una conoscenza di chi ero e dei disegno che stava dietro la mia venuta. Accadevano miracoli, apparizioni e “incontri ravvicinati”. Pur essendo ancora giovane, in quanto Francis Bacon fui reso consapevole delle conoscenze degli antichi e dei luoghi in cui avevo nascosto certi tesori. Trovai tutto ciò, il che fu piuttosto eccitante: aprire lo scrigno di me stesso, la capsula dei tempo, ed entrare in un completamento nell’ascensione in quella vita.

Rappresentai la morte [di Francis Bacon], che ancora suscita perplessità in molti, e continuai a lavorare sulla scena europea con una grande visione unitaria, una grande visione che doveva seguire le impronte lasciate da Colui che fu mio figlio, Colui che voi chiamate Gesù.

Per come capisco, stai dicendo che persino durante la tua giovinezza come Francis Bacon sei diventato consapevole della tua memoria animica, inclusa la tua vita come Giuseppe?

Certamente, ma non solo memoria animica, miei amati, bensì trovai quello che avevo sepolto in una varietà di luoghi diversi, documenti reali e tangibili che avevo nascosto per me stesso per tempi futuri.

Perciò nel bel mezzo della tua vita come Francís Bacon raggiungesti la consapevolezza delle víte precedenti che avevi avuto e anche la consapevolezza della tua missione, Inclusi gli Stati Uniti?

In realtà dove il pianeta stava andando, il passaggio dalla comprensione dei Pesci a quella dell’Acquario e all’Era di Dío.

… Sta ví gettando le basí per quel passaggio.

Si, ardeva fortemente dentro di me. Ero infiammato dalla passione per questa cosa e lo stesso era in quella che era la mia compagna, il cui nome era Porzia.

Se ben comprendo, alla fine della vita come Francis Bacon avvenne un’ascensione, o espansione di coscienza al settimo livello, che non comportò una morte fisica e una reincarnazione in un corpo fisico, ma semplicemente la messinscena di una falsa morte e di una  falsa sepoltura così da poter continuare con H corpo di Francis Bacon ora asceso e divenuto maestro asceso di settimo livello; e che poi andasti in Europa per proseguire come Saint Germain?

Esattamente.

All’ incirca quanto tempo passò dal momento in cui rappresentasti la falsa morte di Francis Bacon e tí recasti dall’Inghilterra nel continente Europeo fino al momento in cui incontrasti Porzia?

Ci conoscevamo da prima.

Leí era in un corpo fisico o in una dimensione eterica … ?

In un corpo fisico. Sapevamo – lei sapeva meglio di me- che l’obiettivo dell’ascensíone era l’Unione.

Vuoi dire che incontrasti Porzia mentre vivevi la vita di Francis Bacon?

Si, anch’essa ascese in quei tempi. Elevò la sua frequenza in una grandiosa conoscenza di chi era, così da poterci facilitare reciprocamente il compito. Ora, in precedenza vi avevo parlato di quanto può essere tenace l’identità di chi pensiamo di essere, l’identità che attribuiamo a noi stessi. Fu così persino con quello che e io: ero piuttosto preso dall’idea di essere un maestro asceso e dal mio obiettivo.

Eri preso anche dall’identità con cui scrivesti la versione della Bibbia di Re Giacomo.

Tutto ciò accadde prima, miei amati. Sì, è vero. Avevo una certa riverenza per quello che ero.

E Porzia suggerì che potesse esserci dell’altro?

E così. lei era una sorta di spina nel mio fianco, che mi permetteva di conoscere. Miei cari, non lasciatevi troppo prendere da questa affascinante…

… personificazione dell’età deì lumi?

Questo è un bel modo di metterla. “… L’illuminazione della mente umana di cui dimenticate la parte preponderante. Questo non è che un passo verso di essa. E solo una parte dei viaggio, perciò siate umili.” Credevo di essere indubitabilmente la personíficazíone dell’umíltà. lei mi fece capire che non lo ero.

Tu haí detto: lo sono la personfficazíone dell’età dell’illuminazione”. Lei ti ha detto: “C’è dí più, puoí essere un maestro asceso “. Tu haí detto: “lo sono un maestro asceso ” e leì ti ha risposto: “C’è di più, è chiamato unione IO SONO” .

Proprio così. Pensavo: non è che dobbiamo trascendere tutto ciò, illuminarci e mostrare all’umanità che può fare le stesse cose che ha fatto Gesù? Che voi potete fare gli stessi miracoli che egli ha operato? Che la grande alchimia dell’incarnazione, persino la materializzazione di gioielli bellissimi, è ciò che anche voi potete fare; che potete bere l’elisir di vita ed essere rinnovati? E tutto questo non è abbastanza? Sicuramente, pensavo. Perciò vagabondai per duecento anni nelle corti europee esemplificando grandiosi miracoli. Ero l’uomo delle meraviglie che non invecchiava mai (5)

Per quanti non hanno familiarità con questo, vorrei ricordare che ci sono documenti storici dai quali risulta che Saint Germain visitò le corti europee (in Inghilterra, Francia, Germania, Russia, Austria, Italia) e che la gente era estremamente stupita nel constatare che dopo cinquanta o cent’anní egli dimostra va la stessa età. Fra il 1620 e il 1820 egli divenne noto come l’uomo dei miracoli o l’uomo che non morì mai.

Dunque, non fu molto tempo dopo l’ascensione e la comparsa di Saint Germain come identità, una delle tante che assunsi, che Porzia – la cosa può apparire sbalorditiva da comprendere –  prese nel proprio grembo un concepimento allo scopo di generare una persona che fosse matura e pronta. Prima dei parto, di quando in quando si sentiva per così dire frustrata e adirata con me perché non sceglievo la parte più grandiosa delle visioni di cui essa era partecipe. Non ero molto capace di vedere la sua visione dell’unione IO SONO.

Così essa vide che nello schema più grande delle cose non stavo permettendo a me stesso di partecipare dei desiderio e della conoscenza dei suo cuore, ma vide anche, guardando nel creato di un’altro tempo, che sarebbe giunta una maturità per realizzare la sua visione. Il suo amore era così grande che essa mi permise di realizzare la mia visione. Non era frustrata né adirata, quando dissipò il suo corpo durante il parto. Furono il suo amore, la sua capacità di lasciar essere e di conservare immacolato il concetto di un’altra nascita e di un altro tempo, che la liberarono da quel particolare dramma per portarla in un’altra incarnazione, per rendere magico il tragico.

Così per duecento anni fui un vagabondo e uno zingaro sul vostro pianeta. Apparivo miracolosamente in abbigliamento perfetto e qualcuno esclamava: «Ma solo ieri eri a Parigi e, santo cielo, oggi eccotí qui a Bruxelles e senza un granello di polvere sugli abiti> Di tanto in tanto saltavo fuori in modi prodigiosi per mostrare molta saggezza e la mia comprensione dell’ascensione.

Ci furono molti che entrarono con me in scuole misteriche e diventarono molto illuminati, esseri di luce.

E così, sii, ebbi da rappresentare con altri un ruolo nella fondazione di questo Paese [gli U.S.A., N.d. T.]. Era mio intenso desiderio creare un’unione di coscienze sul territorio, una comunità globale di esseri illuminati in piena realizzazione della loro Sorgente di potere allo scopo di non essere più schiavizzati né governati da qualsiasi regola che potesse separarli Feci il meglio che potei per unire la nazioni europee in un’unica Europa, ma quel progetto andò storto. Feci tutto il possibile per ispirare i padri fondatori di questa, vostra America, con l’idea che essa doveva essere la terra capace di ricevere la colomba e l’aquila nel convergere di un’unione, di piantare i semi dai quali potesse nascere una razza di esseri, una razza 10 SONO: America la libera. Nel mio cuore c’è molto amore per questo. Eppure sapete, miei amati, quando la vostra Dichiarazione di Indipendenza fu firmata con un po’ lusinghe da parte dello Zio Sam (che ero io), quando il vostro governo costituzionale stava entrando in un allineamento e la faziosità stava diminuendo, nel mio essere ero molto insoddisfatto e avevo un senso di fame e di sete. Mi chiedevo perché, avendo a portata di mano tutto ciò che era stato realizzato e molti che condividevano la stessa mia visione, ci fosse un simile senso di vuoto. Allora cominciai a ricordare l’invito che mi era giunto duecento anni prima.

Credo che tu abbia dato a questo pianeta una bellissima dimostrazione di quanto può essere realizzato e di quanto non può essere realizzato da un maestro asceso che compie uno sforzo totale per Illuminare l’umanità.

L’illuminazione può essere realizzata solo dal di dentro. lo scelsi la pa rte più grande e mi infiammai così che lo Splendore dei Dio 10 SONO potesse irradiare e infiammare ogni cuore umano che non ero riuscito a toccare prima, come esempio individuato. Perciò decisi di rientrare, per così dire, dalla porta posteriore.

Passare da un approccio Individuale a uno universale?

Esatto. Volevo chiedervi di permettere, mentre siamo qui, una grande trasmissione di flusso IO SONO, e in effetti così è stato. Se tuttavia volete il Più, pur considerando che io sono venuto per volere il Più con ogni cellula dei mio essere, allora invito anche voi a fare domande. E verrò su di voi come vostra propria presenza IO SONO per rimescolarvi, per accelerarvi, per attivare l’unione nel vostro sigillo dei cuore.

Quando cominciò a verificarsi un rigonfiamento in ogni atomo della focalizzazione delle mie energie qui sul vostro pianeta, un’ intensificazione oltre ogni comprensione (state cominciando ad averne la sensazione perché questo è il progetto anche dei vostro essere e, alla fine, di tutta l’umanità: sentire quello che io ho sentito), mi tolsi dai piedi le calzature di finissima pelle adatte per accedere alle sale dei trono; mi tolsi dalle spalle i mantelli di ermellino e velluto. Era giunto per me il momento di entrare nella mia passione cavalcando l’asinello dell’umiltà. Era giunto per me il momento di entrare nella.

conoscenza di Dio IO SONO. Era giunto per me il momento di dare libero corso al grandioso progetto che credevo di aver realizzato: di onorarlo, certamente, ma permettendo che la coppa venisse svuotata.

Perciò mi misi in cammino ed entrai nei quartieri più interni delle città, dove immersi le mani nelle bevande e mangiai dei lievito dei miei fratelli. Guardai negli occhi delle prostitute, andai nelle prigioni dello spirito e dei corpo e cominciai a comprendere me stesso come mai prima d’allora. Cominciai a vedere il brillio in ogni occhio, indipendentemente dalla tragedia, indipendentemente dal dramma, indipendentemente dal modo in cui essi creavano l’illusione di cui erano vittime.

Cominciasti a sentire il Cristo in ogni cuore.

E, in effetti, l’Anti-Cristo dentro il mio essere, la parte dentro di me che mi crocifiggeva, la parte di me che pendeva dalla croce, la parte di me che era entrata nella tomba, la parte di me che era sorta nuovamente. Cominciai a vedere tutto ciò: chiunque intorno a me era Christus, era Dio/Dea. Cominciai a scorgere il miracolo in tutto ciò, in ogni granello di sabbia che i miei piedi calpestavano, nel giglio, nella rosa e nella spina.

Diventai umile e aperto a insegnare; aperto e infantile e oltraggioso nel mio essere sgargiante, nella mia esuberanza, nella mia capacità di portare il sorriso sui volti di quanti erano oppressi, di essere lo specchio; di permettere alla macchina fotografica di me di espandere la mia capacità focale in primo luogo lasciando me stesso essere molto piccolo. Poi continuai a espandere, e espandere e espandere ancora la mia lente di percezione di chi pensavo di essere per cominciare a vedere attraverso le lenti di ogni punto di vista. Finalmente cominciai ad avere una comprensione di che cosa andassi cercando e quella cosa era la Sorgente di potere che mi riempiva, che mi sosteneva. Quell’assunzione di potere fu ciò che portò in ogni mia cellula un rapimento estatico, ben diverso dal senso di vuoto che avevo conosciuto, mentre mi allineavo con l’ego alterato allo scopo di entrare nella fusione: la libertà ultima di unione dotata di potere.

Direi che eri divorato dalla smania di casa.

Dalla smania di Casa, dalla smania di AUM (6), dalla smania dei vero oro. Già, ero stato un alchimista: credevo di sapere tutto, ma ora cominciavo a comprendere la vera alchimia di Dio/ uomo. Quando lasciai cadere il mio intero essere sulla faccia della Terra in grande supplica e desiderio e mi lasciai andare, in quello stesso momento veniva concepita la mia amata Porzia per prendere incarnazione ancora una volta. Per tredici anni camminai da solo e tuttavia non ero solo perché c’era una conoscenza, era nata una nuova stella. Sapevo che “c’era qualcosa nell’aria”.

Tredici anni dopo, indossando l’abito di un operaio, con la pelle abbronzata, con gli occhi scintillanti, entrai in una vigna. Era verso il tramonto: tutto era luminoso e tutti i lavoratori se n’erano andati, tranne uno. Udii la ninna‑nanna di un’allodola e il battere d’ali di una rondine di mare che mi sciolsero il cuore. Attraverso i rami verdeggianti vidi davanti a me l’immagine di una giovanetta. Il suo profilo era classico, le gambe e le braccia flessuose, i capelli di seta: ero rapito e pieno di riverenza. La riconobbi. Stava accarezzando i grappoli e cantando a ognuno di essi una ninna-nanna, mentre il loro rosso rubino appariva nelle sue mani come una cascata di gemme scintillanti. Quale tenerezza, quale conoscenza: quale innocenza!

Mi feci conoscere da lei e le dissi: «Vieni qui, giovane fanciulla». e lasciai uscire dalla mia gola una dichiarazione aperta, passaggi che stupirono persino me stesso. Ero tutto un tremito, quindi cominciai a essere percorso da una vibrazione che non è di questo mondo. Mentre cantavo i suoi elogi, lei mi disse: «lo sono il tuo specchio». Non avevo mai udito prima una simile cosa. Ora, non è questa un’immensa conoscenza, per una tredicenne? Effettivamente era una grandissima saggia che sapeva che cosa stesse osservando e che cosa stesse sentendo, e nella sua innocenza era un’insegnante.

Così accadde che, mentre il sole cominciava a emettere la sua radianza dalle tonalità di viola sempre più profondo e i diademi cominciavano a spruzzarsi reciprocamente attraverso i cieli, camminammo tenendoci per mano e lasciammo che un flusso, una presenza, si muovesse dentro di noi spostando a lato ogni altra cosa, accelerando ogni atomo nella conoscenza totale. Ogni emozione, ogni esperienza di tutta l’umanità, di tutti i mondi, di tutto il creato si riversò dentro di noi come a ondate di maremoto e ci aggrappammo l’uno all’altra. Diventammo un “canale di trasmissione”. Cominciammo a comprendere il vero significato di maschile-femminile, il flusso di energia elettromagnetica. la Divina Madre di tutto ci abbracciò e ci tenne nella coppa dei suo cuore, altrimenti non avremmo potuto sostenere l’esperienza, tanto era intensa.

Attraverso la mia mente non passò neppure il sussurro di un pensiero di ciò che potrebbe essere considerato di natura sessuale. Fra di noi c’era un’intensa circolazione, un amplesso al di là di ogni immaginazione. Tutta la memoria animica dei Tutto-Ciò-Che-E’ entrò nella nostra coscienza e la nostra coscienza si fuse dentro ogni atomo. Quando si levò il sole ci fondemmo nella luce dell’Uno Radioso. Quella mia amata è il mio corpo. Tu sei il mio corpo. Questo è il mio corpo [indicando il corpo dei canale e toccando una rosa vicina]; questo è il mio corpo [indicando l’uditorio e tutto all’interno e oltre la stanza]. Questo è il Tutto che hanno insegnato i meravigliosi insegnanti di tutti i tempi, compreso quello che è io in incarnazioni passate. Quella è la casa alla quale bramiamo tornare. t un’espansione oltre ciò che il Padre/Madre ha partorito prima che noi giungessimo in forma. Quel corpo è Casa, l’Uno Radioso, il Chrístus che sta venendo per essere partorito attraverso di voi, un nuovo Tutto Ciò Che t con cui ora vi state fondendo. Questa grande luce che attraverso i vostri cieli (7) sta giungendo sempre più vicina nell’illusione dello spazio/tempo sta elevando la vostra frequenza. la vibrazione che, ora state sentendo vi sta portando più vicino alla dirittura finale dell’ AUM, la Sorgente, lo Splendore Aureo dei Dio 10 SONO di cui questa luce non è che un riflesso.

Ogni passo di tutto ciò, l’involuzione e l’evoluzione, l’implosione e l’esplosione; ogni scelta di creazione è divinamente abbracciata in questo Uno Radioso che IO SONO. lo vengo come testimone di questa ascensione: l’ascensione ultima per essere Dio IO SONO. Voi siete stati seminati dalle stelle per questo.

Dunque, permettete a questo di essere una scintilla di riconoscimento. Vi amo – IO SONO voi. Voi siete ]’Uno Radioso che IO SONO. In qusti tempi voi siete le mani e i piedi che trasportano la Presenza 10 SONO sul territorio. In sgargiante umiltà siate nell’apprezzamento di tutte le esperienze che giungono su di voi perché sono voi. Accogliete quella Divina energia Materna che un tempo dissipò la propria focalizzazione per avere totale incarnazione in voi così che possiate essere la  Madre Divina. Solo in questo modo il guerriero può essere liberato dalle catene dell’illusione che ci sono due anziché Uno e che quei due sono in guerra l’uno con l’altro.

Vi porto ondate del Dio IO SONO, dei Christus in voi, I’Omni-Conoscitore in voi. Prima di andarcene vi chiedo di stare in silenzio per qualche minuto, per poter godere di voi stessi e lasciar entrare l’Uno, se così scegliete; per sentire, per mettere da parte e per permettere un’espansione. State mettendo da parte i vostri veli e state entrando in una nuova vita… . Fino a quando non ci incontreremo nuovamente, sappiate che l’ascensione è il vostro destino e in ogni momento lo state realizzando.

Namaste, miei cari.

 

(1) la Regina Elisabetta [1533-1603], figlia di Enrico VII

(2) Il cinghiale è uno dei simboli con i quali si firmava Francís Bacon.

(3) Il filosofo dei Rinascimento inglese Sir Francís Bacon [1561-1626].

(4) Una dama di alto rango e membro della famiglia reale che aveva il compito di servire la regina o una principessa.

(5) Voltaíre (vero nome Francois Maríe Arouet, 1694 -1778), autore e filosofo francese, racconta di aver incontrato e conversato con Saint Germain in svariate occasioni e ne descrive l’aspetto come quello di un uomo di quarantacinque anni. Incontrandolo nuovamente quarant’anni dopo, egli esprime la sua perplessità di fronte all’aspetto invariato di Saint Germain, che ancora dimostra quarantacinque anni.

(6) In inglese “casa” è Home e si pronuncia ” hom”, molto similarmente a “Om” che è la pronuncia di Aum, N.d. T.

(7) Il riferimento pertiene alla cintura fotonica.

estratto da

da Anime Gemelle Anime Compagne

-Saint Germain-

Macro edizioni

Tratto da: http://www.stazioneceleste.it/saintgermain/s.germain_storia.htm

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