Si dimette prima del conclave il cardinale O’Brien

La scelta del cardinale scozzese accettata dal Papa, scende il numero dei candidati al Conclave

GIACOMO GALEAZZI – CITTÀ DEL VATICANO

Si ritira il conclavista accusato di aver abusato di quattro preti. Il primate della Chiesa cattolica britannica, il cardinale scozzese Keith O’Brien, si è dimesso da arcivescovo, dopo le accuse di “comportamento inappropriato” mosse contro di lui da tre sacerdoti e da un ex sacerdote.  O’Brien non parteciperà al conclave.

La proposta di dimissioni da parte del card. Keith O’Brien dalla guida della diocesi di Edimburgo «è precedente» alle questioni emerse in questi giorni e «la decisione del Papa di accettarle è maturata per diventare definitiva quest’oggi in vista dell’inizio della sede vacante». ha detto a margire dell’incontro con i giornalisti padre Federico Lombardi.

Il cardinale Keith O’Brien ha annunciato inoltre che non parteciperà al Conclave. «Chiedo la benedizione di Dio sui miei fratelli cardinali» che presto saranno a Roma per eleggere il nuovo Papa, «io non mi aggiungerò a loro di persona per questo Conclave. Non voglio che l’attenzione dei media a Roma sia concentrata su di me», si legge nella dichiarazione diffusa da O’Brien dopo che il Papa ha accettato le sue dimissioni da arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo.

Il Papa avrebbe accettato le dimissioni dell’arcivescovo di Edimburgo in base al primo comma del canone 401, cioè per ragioni di età. Avendo il porporato raggiunto quasi i 75 anni, che compirà il 17 marzo, Benedetto XVI avrebbe dunque, secondo Radio Vaticana, utilizzato questa circostanza per accettarne le dimissioni senza entrare formalmente nel merito delle accuse rivolte al porporato.

O’Brien è uno strenuo conservatore soprattutto in materia di omosessualità, che ha condannato come immorale e contro i matrimoni gay definiti «dannosi per il benessere fisico, mentale e spirituale».Avere interessato il Pontefice della situazione era già il segno di quanto fosse delicata la situazione.

Il porporato aveva già annunciato la sua partenza per Roma per partecipare al Conclave. Ieri aveva preferito non celebrare la messa della domenica, come invece era previsto, nella cattedrale di St. Mary a Edimburgo. «Non possiamo non essere addolorati per gli avvenimenti delle ultime 24 ore», ha commentato il vescovo Stephen Robson che ieri ha celebrato la funzione religiosa al suo posto. Un ulteriore problema per il Vaticano in uno dei momenti più delicati della sua storia recente. Il cardinale scozzese Keith O’Brien, il più alto porporato britannico e tra quelli che avevano diritto di voto nell’elezione del prossimo papa, era finito nel mirino delle polemiche. Il dossier, si era appreso ieri, era già sul tavolo del Papa.

«Il Pontefice è informato sul problema e la questione è ora nelle sue mani», aveva detto padre Lombardi. Se provate le accuse, rivelate in prima pagina sul domenicale Observer, sono pesantissime. Vanno a ritroso di oltre trent’anni e sono state fatte pervenire al nunzio apostolico in Gran Bretagna, l’arcivescovo Antonio Mennini. Un episodio risale al 1980.

All’epoca, la persona che oggi punta il dito contro il comportamento di O’Brien, aveva 18 anni ed era un seminarista al St.Andrew’s College (a Drygrange, in Scozia) dove l’attuale cardinale era il suo “direttore spirituale”. A quanto si apprende, ha parlato di un «approccio inappropriato» dopo le preghiere della sera. L’allora seminarista sarebbe stato in quel momento troppo spaventato per riportare l’accaduto, ma da allora la sua personalità sarebbe cambiata, e anche i suoi insegnanti avrebbero notato che appariva spesso depresso.

L’uomo avrebbe riferito al nunzio che abbandonò il sacerdozio nel momento in cui O’Brien fu nominato cardinale (da Giovanni Paolo II nel 2003). Si è poi sposato.

«Sapevo che avrebbe sempre esercitato un certo potere su di me. Si pensava che io avessi lasciato il sacerdozio per sposarmi. Non fu così. Lo feci per preservare la mia integrita».Quello che viene poi indicato dal giornale come “prete B” riferisce di un episodio, sempre negli anni ’80: un «comportamento”, da parte del cardinale nei suoi confronti, «non cercato» e avvenuto a tarda serata, dopo una «sessione di bevute».

C’è poi “Prete C”, che accusa O’Brien di aver usato il momento della preghiera serale come una scusa per «contatti inappropriati». Il cardinale avrebbe poi mantenuto i contatti con “Prete C” per un certo periodo e anche questo dettaglio sarebbe stato fatto pervenire all’ufficio del Nunzio – almeno in un’altra occasione O’Brien, descritto da “prete C” come «molto carismatico», avrebbe fatto in modo di trovarsi in una situazione definita come intima.«Bisogna comprendere qual è il rapporto tra un vescovo e un prete. Gli si deve obbedienza – spiega l’ex sacerdote – è più di un capo, di un amministratore delegato di un’azienda. Esercita su di te un potere immenso».

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/22645/

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