Nuove anomalie ai confini del Sistema Solare potrebbero confermare la presenza del Pianeta X – Un astronomo brasiliano ha trovato il pianeta perduto?

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La telenovella del “Decimo Pianeta”, “Pianeta X” o “Nibiru” non sembra volersi concludere. Questa volta ad annunciare la scoperta di un massiccio corpo celeste oltre l’orbita di Nettuno è un astronomo dell’Osservatorio Nazionale del Brasile a Rio de Janeiro. Troppo lontano per essere facilmente notato dai telescopi, il pianeta invisibile sembra fare sentire la sue presenza disturbando le orbite dei cosiddetti oggetti della fascia di Kupier, piccoli corpi ghiacciati – qualcuno pensa che ci siano anche dei nano pianeti -.

Il fatto curioso, secondo Gomes, è che, secondo i suoi calcoli, ci sono circa una dozzina di oggetti della fascia di Kuiper – compreso il remoto corpo celeste conosciuto comeSedna – che presentano posizioni orbitali strane rispetto a dove dovrebbero essere e cioè sulla base di modelli già esistenti del Sistema Solare. Queste orbite anomale non hanno alcuna spiegazione possibile, ha detto Gomes che ha presentato le sue scoperte martedì scorso in una riunione della American Astronomical Society in Timberline Lodge, Oregon.

“La spiegazione più semplice è quella della presenza di un massiccio compagno del Sole”, spiega l’astronomo, un pianeta che orbita molto lontano dal Sole, ma che è abbastanza massiccio da avere effetti gravitazionali sugli oggetti della fascia di Kupier. Per il suo lavoro, Gomes ha analizzato le orbite di 93 oggetti della fascia di Kuiper, quindi ha confrontato i suoi risultati con i modelli computerizzati di come devono essere distribuiti i corpi, con e senza un pianeta supplementare.

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Non è molto chiaro quanto sia grande esattamente il corpo planetario, ma ci sono diverse possibilità, ha aggiunto Gomes. Sulla base dei suoi calcoli, Gomes pensa che si tratti di un pianeta grande quanto Nettuno, circa quattro volte più grande della Terra, orbitante ad una distanza di 140 miliardi di chilometri dal Sole. Ma potrebbe trattarsi anche di un pianeta delle dimensioni di Marte, circa la metà della Terra, che avendo un orbita molto allungata, di tanti in tanto lo porterebbe ad una distanza minima di 5 miliardi di chilometri dal sole.

Gomes ipotizza che si tratti di un pianeta canaglia, cioè di un pianeta espulso dal proprio sistema stellare e poi catturato dalla gravita del Sole (molto simile all’ipotesi di Zecharia Sitchin sull’origine di Nibiru). Potrebbe anche trattarsi di un pianeta formatosi nel nostro sistema solare e poi spinto dalle interazioni gravitazionali con gli altri pianeti ai margini del sistema.

Non tutti gli astronomi, però, sono convinti della scoperta di Gomes: “Ovviamente, provare l’esistenza di un altro pianeta nel sistema solare è una grande sfida”, ha dettoRory Barnes, astronomo dell’Università di Washington. “Ma credo che non abbia alcuna prova per dimostrare che il pianeta si trovi là fuori”. Anche Douglas Hamilton, astronomo presso l’Università del Maryland, concorda sul fatto che le nuove scoperte sono tutt’altro che definitive: “Quello che Gomes ha mostrato nelle sue argomentazioni sono solo “probabilità più probabili, ma non ha ancora la pistola fumante”.

Hal Levison, astronomo presso il Southwest Research Institute di Boulder, Colorado, dice di non saper interpretare la teoria di Gomes: “Mi sorprende molto che un pianeta più piccolo di Nettuno possa avere l’effetto descritto, ma conosco Rodney e sono sicuro che ha fatto bene i calcoli”. E allora, siccome il Navigatore Curioso ha in grande simpatia gli esploratori pionieri e i ricercatori coraggiosi, in attesa che l’astronomo brasiliano confermi le sue teorie, non possiamo fare altro che augurargli buon lavoro.

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