La Tav non si fa più?

12/07/2012 – Non ci sono soldi, e in Francia la discussa linea Torino-Lione è in cima alla lista dei rami da tagliare

La Tav non si fa più?

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La crisi, ma anche il riscontro delle previsioni sballate all’origine del progetto, mettono la Torino-Lione in pole position tra quelle da cancellare.

I CUGINI HAN DETTO STOP – Dice l’Ansa che: La Francia intende riesaminare ed eventualmente rinunciare a dieci progetti di linee ferroviarie ad alta velocita’, tra cui la Torino-Lione: e’ quanto riporta il Le Figaro. ‘Lo Stato ha previsto una serie di progetti senza averne fissato i finanziamenti. Il governo non avra’ altra scelta che rinunciare ad alcune opzioni’, ha dichiarato il ministro del bilancio, Jerome Cahuzac. Secondo il quotidiano, sotto esame anche la Torino Lione, a causa del costo elevato (12 miliardi) e del calo del traffico merci.

UNA CONFERMA QUASI SCONTATA – Già, come sostenevano da tempo i contrari al progetto le clamorose previsioni di aumento del traffico merci sulle quali si fondava economicamente il progetto erano fantasie. Un buco decisivo nel progetto, che la resistenza della valle ha fatto in modo che emergesse in tutta evidenza con il tempo, ritardando il progetto. Oggi che per i francesi è arrivato il momento di metterci i soldi, sembra proprio che si tireranno indietro.

I FAVOREVOLI SENZA MOTIVO – Si sapeva da tempo e nonostante questo i partiti della maggioranza berlusconiana e il PD si sono sempre schierati con durezza a favore del progetto, tanto che il PD proprio nei giorni scorsi ha promosso espulsioni di massa a carico dei suoi iscritti in Val si Susa, colpevoi di non piegarsi ai diktat del partito e di voler continuare a sostenere la posizione più razionale e quella che ormai da anni appare come quella nella quale s’identifica il vero interesse pubblico del paese.

IL DATO FONDAMENTALE – Dice Wikipedia del dato che costituisce la precondizione fondante la realizzazione dell’opera, di questa come di ogni infrastruttura ferroviaria: “Secondo le previsioni di metà anni settanta, la linea del Frejus sarebbe stata interessata a fine anni ottanta da un traffico di quasi 15 milioni di tonnellate di merci l’anno e dal 1967 al 1984 fu oggetto di interventi di ammodernamento. Tuttavia nel 1990 il traffico reale ammontò a circa la metà di quanto indicato nelle previsioni, mantenendosi stabile. Al 2010 il totale delle merci trasportate lungo la linea storica è stato di circa 3,9 milioni di tonnellate, mentre nel 2012 i treni passeggeri internazionali che vi transitano sono 3 per direzione al giorno.”

PROGETTO INSOSTENIBILE ECONOMICAMENTE – Numeri che negano qualsiasi senso in un progetto destinato a moltiplicare la portata di linee che già oggi faticano sempre di più ad attirare traffico e che sono ormai tagliate fuori da flussi che dirigono altrove e non certo perché la vecchia linea sia più lente di quella in progetto, trattandosi di una linea destinata alle merci. Considerazioni che evidentemente hanno fatto breccia nel governo francese, che non ha mai mostrato l’interesse morboso registrato da parte di alcuni partiti italiani, che spesso sono parsi più interessati a esibirsi nel confronto con l’opposizione sociale (deflagrata anche all’interno dei partiti) che alla realizzazione del progetto, ancora nelle secche degli adempimenti preliminari nonostante siano trascorsi ormai vent’anni anni dal via al progetto e nonostante l’invio in valle della polizia di Manganelli ad aggredire i manifestanti, la stessa ora condannata per lo scandalo di Genova 2001.

CHE SUCCEDE AI FAN? – L’ufficializzazione della decisione francese d’abbandonare questo progetto sarà quindi il colpo di grazia per un progetto nato male e abortito peggio. Un progetto fin dall’origine impresentabile e impercorribile, che solo carte truccate avevano reso plausibile a una prima occhiata, ma che pure ha avuto il sostegno marmoreo dei maggiori partiti del paese, PD e PDL su tutti. Partiti che ora di fronte al gong suonato dai francesi si ritireranno e defileranno in silenzio senza ammettere alcuna sconfitta od errore e che ovviamente non ci penseranno proprio a scusarsi per aver mandato negli anni le forze dell’ordine a combattere in valle e per la incredibile serie di calunnie ai danni dei valligiani da parte dei media locali e nazionali, che per anni anno affrontato la questione gridando alla presenza dei terroristi in valle. Non appena i francesi ufficializzeranno la questione, punteranno tutti il dito verso l’Eliseo e se ne dimenticheranno subito prendendola sportivamente, era un gran bel progetto, se non fosse stato per i francesi sarebbe venuto benissimo.

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/412107/la-tav-non-si-fa-piu/

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