Nuove scoperte sull’anomalia del Mar Baltico – Un’astronave aliena o un portale per un altro tempo e un altro luogo?

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3 luglio 2012

Tutto è cominciato il 19 giugno 2011, quando l’equipaggio della equipaggio della Ocean Explorer, una squadra di esploratori svedesi guidati dai sommozzatori Peter Lindberg e Dennis Asberg, trovandosi a scandagliare il fondale marino a bordo della loro motonave, ottenne dal sonar un’immagine alquanto curiosa: un enorme disco poggiato sul fondo del Mar Baltico che, per le sue dimensioni e per la sua morfologia, faceva pensare a qualcosa di artificiale. 

Il capitano Lindberg e il suo team promisero che sarebbero tornati sul luogo del misterioso ritrovamento per indagare e capire di cosa si trattasse. E infatti, hanno mantenuto la promessa. Un anno dopo, il 1° Giungo del 2012, l’X-team ha organizzato una nuova missione esplorativa e con l’ausilio di minisommergibili radiocomandati, gli esploratori hanno raggiunto le oscure profondità del Mar Baltico per filmare il misterioso ritrovamento.

Nell’insieme, l’oggetto ricorda la forma di un fungo. Un grosso disco – un cerchio perfetto di 180 metri di diametro e 4 metri di spessore – poggia sulla cima di un pilastro in pietra che si erge a otto metri dal fondo del mare e con uno spessore di 60 metri. In cima vi è un oggetto sferico che misura 4 metri di diametro e numerose aree bruciate che sembrano focolari o camini. Anche le aree bruciate hanno forma sferica. Il misterioso oggetto si trova ad una profondità di 275 metri.

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Ma le sorprese non finiscono qui. Grazie ad un particolare sonar tridimensionale, l’X-team ha rilevato all’interno dell’oggetto quelle che sembrano delle pareti perfettamente liscie, corridoi e scale che portano verso il basso. Secondo Peter Lindberg, ci troviamo di fronte ad un oggetto artificiale, oppure ad una formazione naturale poi ridisegnata e riadattata da qualcuno.

“Quando ci siamo resi conto che l’interno dell’oggetto è pieno di pareto liscie e diritte, ci siamo spaventati”, ha detto Dennis Asberg, co-fondatore della Ocean Explorer. “Sembrava di essere in un film di fantascienza”.

Inoltre, sembrerebbe che l’oggetto emani un qualche tipo di impulso elettromagnetico capace di interferire con le apparecchiature elettriche di bordo. Nel raggio di 200 metri nessun tipo di apparecchio elettronico è in grado di funzionare. Il mistero si infittisce e questa ultima spedizione genera più domande che risposte. Comunque, l’X-team sembra non arrendersi. Infatti, è in programmazione una nuova spedizione entro le prossime due settimane, questa volta con ricercatori e scienziati esperti a bordo.

Rimane il fascino di un mistero da risolvere e la domanda sorge spontanea: ma cosa è l’anomalia sul fondo del Baltico? E’ un portale per raggiungere un luogo o un tempo differente? E’ un’antica astronave precipitata sulla Terra? E se sì, quando?

Fonte: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/07/03/nuove-scoperte-sull-anomalia-del-mar-baltico-un-astronave-al.html

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